Nel primo dopoguerra gli ex combattenti sardi vollero partecipare come tali alla lotta politica. Presentarono così alle elezioni del 1919 una lista propria, riuscendo a piazzare tre deputati. Dal movimento dei reduci nacque il Partito sardo d'azione, che assieme ad altri partiti regionali avrebbe dovuto dare vita a un Partito italiano d'azione.
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Alle elezioni politiche del 1921 venne candidato ed eletto l'avvocato e professore universitario Umberto Cao. Contrario alla fusione sardo-fascista del 1923, alla quale fu invece favorevole in un primo tempo Emilio Lussu, Cao aderì al Fascismo nel 1925, quando Mussolini, dimostro di volersi concretamente interessare della questione sarda.
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