Il Saltuzza, pubblicato a Venezia nel 1551, segna un punto di svolta nell'itinerario teatrale di Andrea Calmo (1510-1571). Assai diverso per dimensioni, struttura e mezzi espressivi dalle commedie che lo hanno preceduto (Spagnolas, Radiano,, Travaglia), il testo documenta l'interesse calmiano per la commedia regolare impostasi a Venezia a partire dagli anni Quaranta.
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Proprio i modelli regolari e toscani (Aretino, Dolce, Machiavelli e Parabosco) vengono messi a frutto senza dimenticare la lezione linguistica di Ruzante e valorizzando l'esperienza scenica dello stesso Calmo, attore ormai esperto nei panni del vecchio veneziano innamorato. I complicati intrecci e l'intenso plurilinguismo che avevano caratterizzato le commedie precedenti cedono il passo a uno svolgimento agile e calibrato, nel quale i consueti temi novellistici dell'amore e del travestimento si accompagnano a una tastiera espressiva limitata all'alternanza di toscano e dialetti (bergamasco, pavano e veneziano). In questa edizione il testo critico de' Saltuzza, corredato da un'ampia annotazione esegetica, è accompagnato da un'introduzione, una nota al testo e una serie di appunti linguistici dedicati alle varietà dialettali impiegate nella commedia.