Il volume indaga le origini della categoria professionale del mediatore di commercio, disegnandone l'identità e precisandone attività, incompatibilità, responsabilità criminale e civile nell'arco storico ricompreso tra Basso Medioevo e prima Età Moderna.
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Ne emerge un ritratto caratterizzato da poche luci e molte ombre, viziato dalla considerazione deteriore espressa dalle fonti dottrinali benché la senseria risulti spesso necessaria per la riuscita delle contrattazioni commerciali. Il profilo del proxeneta è stato ricostruito privilegiando lo scandaglio e la razionalizzazione della dottrina di diritto comune in quanto presupposto ineludibile di ogni percorso giuridico all'interno del complesso coacervo di fonti che connotano gli ordinamenti giuridici di Antico Regime.
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PAVU3@Università Pavia. Biblioteca di Giurisprudenza