Miluzza, poco più che bambina e cresciuta nella povertà di un basso, comincia a sbocciare in grazia e ad attirare gli sguardi voluttuosi di vicini di casa e signori. Siamo a Nofi, in Campania, e sono gli anni prima della seconda guerra mondiale. Tutto intorno a lei è miseria, dissolutezza e meschinità così che la sua educazione sentimentale potrebbe diventare una discesa agli inferi.
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Eppure miracolosamente la sua purezza non è scalfita da quel mondo squallido di uomini alla ricerca del piacere. Miluzza è pura forza vitale, coraggio e voglia di non soccombere ai pericoli che si parano sul suo cammino. Domenico Rea narra con uno stile a tratti aspro e a tratti lirico la storia di una piccola stella senza cielo, affrontando con coraggio un tema a lungo rimosso nella letteratura: quello delle infanzie rubate, dei corpi di giovani donne offesi e violati da uomini senza scrupoli.