Dai golden powers, alla protezione delle infrastrutture strategiche fisiche e cibernetiche; dal “congelamento” dei beni degli oligarchi stranieri, alla segretezza e all'intelligence economiche: in questi e in altri campi la necessità di tutelare l'integrità della Repubblica dalle più varie minacce interne ed esterne giustifica poteri governativi che paiono somigliare a una concreta mano invisibile dello Stato sul mercato. In questo contesto, il presente lavoro è finalizzato a indagare come la funzione statale di tutela della sicurezza nazionale possa incidere sul mercato e alla luce di quali presupposti, limiti, controlli e tutele; ciò affinché sia garantito il rispetto dei diritti degli operatori economici (e di tutti i potenziali interessati compresi gli altri Stati) e, in via più generale, siano scongiurate le conseguenze nefaste di un'irragionevole perturbazione del mercato dalla quale deriverebbe un paradossale aumento dell'insicurezza.
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PAVU3@Università Pavia. Biblioteca di Giurisprudenza