Negli ultimi trent'anni del V secolo a.C., Atene, città egemone del mondo greco, celebre per il suo regime politico che sperimentava per la prima volta la democrazia diretta, splendida nella sua leadership artistica e culturale, si trovò ad affrontare in una lunga guerra la rivale Sparta.
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In quel periodo visse ad Atene Alcibiade, aristocratico eccentrico, cresciuto nella casa del tutore Pericle, allievo prediletto di Socrate, dotato di straordinaria bellezza, capacità oratorie e intelligenza. Gli fu facile farsi strada nella sua città, conquistando il favore dell'assemblea popolare; ma il rapporto tra un singolo individuo così ingombrante e il popolo fu sempre tormentato. La relazione, dopo molte vicissitudini che portarono Alcibiade prima a rifugiarsi a Sparta e presso il satrapo persiano Tissaferne, per poi tornare brevemente ad Atene acclamato dai suoi tanti estimatori, finì male per entrambi, con la morte di Alcibiade a meno di cinquant'anni in un villaggio della Frigia, la sconfitta di Atene nella guerra e la conseguente caduta, sia pure momentanea, dell'amata democrazia. Storie lontane, che però ci possono forse raccontare qualcosa sulle dinamiche politiche del nostro presente.
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